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Studio Legale Avvocati Avanzini

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Ennio Avanzini

Il Costituente dimenticato.

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Ennio Avanzini nacque a Cologna Veneta il 9 novembre 1888, a soli 21 anni, si laureò in Giurisprudenza presso l'Università di Padova. Durante gli anni universitari, per mantenersi, si dedicò a dare ripetizioni ai suoi compagni, dimostrando fin da subito una grande determinazione e una forte etica del lavoro.

Nel 1908, dopo aver completato il praticantato, aprì il suo primo studio legale a Mantova, a Palazzo Canossa, nell'omonima piazza. Specializzandosi come penalista, Avanzini divenne rapidamente uno degli avvocati più rispettati della sua generazione. Grazie alla sua brillante carriera, partecipò a processi di grande rilevanza, spesso confrontandosi con alcuni dei più noti avvocati dell'epoca, tra cui Carnelutti e De Martino.

La carriera politica.

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Nel 1919, dopo aver partecipato come ufficiale alla Prima Guerra Mondiale e aver ricevuto una decorazione al valor militare, Avanzini si unì al Partito Popolare Italiano di Don Luigi Sturzo. Fu tra i fondatori del Partito Popolare nella provincia di Mantova e intraprese attivamente la carriera politica, portando avanti con coerenza le sue idee, anche in un periodo storico segnato da difficoltà politiche e sociali.

 

Con la Liberazione, Avanzini tornò in politica. Alle elezioni del 2 giugno 1946 fu eletto alla Assemblea Costituente con 32.378 preferenze (primo per numero di preferenze nella circoscrizione), contribuendo attivamente alla stesura della Costituzione Italiana.

 

 

Nel 1948, Avanzini fu eletto deputato e ricoprì tale carica per due legislature (I e II Legislatura). Nella sua attività parlamentare si distinse per il suo impegno nelle tematiche di giustizia e finanza, assumendo ruoli di crescente rilevanza. Fu Sottosegretario di Stato per il Tesoro nel Governo De Gasperi VI (1950-1951), e successivamente, nel Governo De Gasperi VII, fu nominato Sottosegretario di Stato per gli Affari Esteri e poi Sottosegretario di Stato per il Tesoro.

Durante la sua carriera parlamentare, Avanzini ricoprì anche il ruolo di Vicepresidente della III Commissione di Giustizia, un incarico che mantenne dal 1948 al 1953, e fu membro di numerose commissioni, tra cui la Giunta delle Elezioni e la Commissione per l'Agricoltura. La sua preparazione giuridica e la sua integrità morale gli permisero di diventare un punto di riferimento all’interno del Parlamento, dove guadagnò stima e rispetto trasversale da tutte le forze politiche.

 

 

La provincia di Mantova, il Mantova F.C. e l'Ordine degli Avvocati di Mantova. 

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Avanzini non fu solo un uomo di diritto e di politica, ma anche un grande amante della sua città. Nel 1927, divenne presidente dell'Associazione Mantovana del Calcio (oggi Mantova FC), carica che ricoprì fino al 1931 e poi ancora nel periodo 1945-1946 e dal 1948 al 1949. on la Liberazione, Avanzini tornò in politica. Nel 1945, fondò l'Ordine degli Avvocati di Mantova, diventandone presidente, un ruolo che ricoprì fino al 1956.

 

 Dal libro: “Mantova calcio 100 anni di storia”.

 

Il grave infortunio a Palazzo Montecitorio

Prosegue fino agli anni ’50 con la vita politica rimanendo parlamentare della Democrazia Cristiana, fino a quando nel 1953, il 6 ottobre, “ incorse in un grave infortunio nel Palazzo di Montecitorio”. Dopo essere entrato dall’ingresso dei Ministri, nella sua qualità di Sottosegretario di Stato si accingeva “-dopo aver attraversato il corridoio dei Ministri - ad entrare nel Transatlantico per poi recarsi in Aula, tirando a se la pesante porta a vento che separa detti due locali.” Mentre Avanzini era vicino alla porta, il collega Longoni uscendo frettolosamente dal Transatlantico verso il corridoio dei Ministri, spingeva la predetta porta a vento, con energia, data la pesantezza della stessa. Avanzini, trovandosi dall'altra parte vicinissimo alla porta, “riceveva il pesante battente sulla testa, senza potere in nessun modo parare l'imprevedibile colpo.” Iniziò un percorso di riabilitazione con un importante intervento chirurgico “che gli causò la paralisi dell'emisfero destro del cervello.” L’On. Avanzini dovette inevitabilmente mettere in pausa la propria carriera politica, costretto dalla sue condizione cliniche che lo videro perdere completate dell’uso della scrittura ed in parte della parola. 

 

Così Giulio Anreotti in “Cento altri nonni della Repubblica Italiana”: <Chi vede oggi nelle ante della grande vetrata che divide il Transatlantico dal corridoio dei ministri i due grandi ovali trasparenti non sa che si devono a un incidente occorso all'onorevole Ennio Avanzini>

 

 

L'Onorevole Avvocato Ennio Avanzini muore all'età di 73 anni a Mantova.


 

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On.le Ferdinando Truzzi

 

 

 

 

Sabato 3 marzo, seduta straordinaria: diversi gli interventi per commemorare il defunto On.Avanzini. 

 

 

Leggi l'intervento completo cliccando qui. 

 

"Lo ricordiamo sempre premuroso e sereno con tutti, scrupoloso nell'adempimento dei doveri di parlamentare, e di uomo di governo”